La società contemporanea è soggetta a una quantità di stimoli che possono turbare in modo notevole
l’equilibrio psicologico delle persone.
La personalità umana secondo lo psicologo americano Eric Berne può essere compresa come il
funzionamento di tre istanze psichiche o stati dell’io, rispettivamente: “Bambino”, “Genitore”, “Adulto”.
Ciascun stato dell’io è un modo di pensare-sentire-comportarsi.
Il “Bambino” ha origine dalle esperienze infantili significative del bambino. Tali esperienze rimangono
sedimentate nella psiche per riemergere più tardi nel corso della vita in condizioni adatte. In questo stato facciamo riemergere la nostra capacità di creare, di vivere un mondo di fantasia, di sapere giocare di non considerare la realtà come elemento fondamentale della nostra vita.
Il “Genitore” è lo stato dell’io che abbiamo introiettato attraverso le relazioni che abbiamo stabilito con
figure genitoriali significative. Ci porta a pontificare, a fare riemergere i comportamenti che abbiamo
acquisito e sedimentato nel corso degli anni, il “una volta si faceva così, adesso è tutto sbagliato, non
stiamo andando in una direzione giusta” ecc.
L’”Adulto” rappresenta lo stato dell’io che permette a ciascun individuo di valutare i dati della realtà
obiettiva. Esso ha a che fare con il contatto diretto con il “qui e ora”, è necessario per la sopravvivenza.
Infatti valuta i dati di cui dispone e calcola le probabilità che gli si offrono. Inoltre. ha anche il compito di
regolare le attività del genitore e del bambino e di mediare obbiettivamente fra i due.
Ciascun stato dell’io assolve una funzione vitale per l’organismo umano.
Il vivere quotidiano è fatto di rapporti con altre persone e come conseguenza avvengono transazioni
fra individui che possono trovarsi in diversi stati psichici. Tutte le volte che le transazioni avvengono fra
persone che si trovano nello stesso stato psichico non ci sono conflitti che invece compaiono quando le
transazioni sono incrociate quindi fra individui che si trovano in condizioni diverse. Una facile analisi
ci fa comprendere come la conflittualità sia predominante e quindi si rende necessaria una sequenza di
transazioni che portino ad uno stato di benessere psicologico anche se breve. Sequenze di transazioni di
diverso tipo, legate alla personalità, all'ambiente e al vissuto delle persone è stata definita da Eric Berne
come “giochi”, una serie di transazioni ripetitive che conducono ad un tornaconto o “carezze” ben
definito e prevedibile.
Con questa premessa affrontiamo il mondo di Alessio...
Alessio Calega entra nel merito dei giochi ed in particolare in quella tipologia di giochi chiamate ossessioni.Le ossessioni sono costituite da pensieri, impulsi, immagini mentali o rappresentazioni mentali che si presentano insistentemente e senza adeguata e apparente motivazione alla coscienza dell’individuo che però si sente in sintonia coi sintomi e quindi non prova disagio perché li considera coerenti con il resto della personalità.
Anche in questo caso i giochi hanno diversi attori che seguono in modo rituale una serie di passaggi sempre uguali, ma l’interesse di Calega si focalizza sull'essenza intima dell’ossessione e sui comportamenti che ad essa sono inscindibilmente legati. Ossessione è rappresentazione mentale, è uno scenario teatrale dove gli attori “giocano” dei ruoli ad alto contenuto drammatico. La filmografia e il teatro hanno ripreso moltissime
volte questa tematica che è diventata l’oggetto della ricerca di Alessio Calega. Il gioco dell’ossessione è un gioco drammatico in cui spesso le “carezze” sono il risultato di azioni negative che hanno come colonna sonora il battito del cuore, ripetitivo e ossessivo che si impone in tuta la sua teatralità. Ecco perché il cuore è diventato la rappresentazione macrocosmica delle opere di Alessio Calega, il linguaggio attraverso cui l’artista, lo rappresenta con colori diversi, su materiali spesso di riciclo e con posizioni e dimensioni differenti, il simbolo attraverso il quale ci vuole fare sentire questo battito che ci avvolge e ci provoca una sensazione di ansia e di sgomento. Il cuore si ribella, si moltiplica e sembra volere uscire dalla rappresentazione schematica
della tela, vuole impadronirsi della scena, correre verso luoghi dove un’eco immaginario può moltiplicare la sua drammaticità e creare con il suo battito una sinfonia di emozioni.
 

Andrea Fabbri
 

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